Adesso sono.

Carla Lonzi può essere un altro nome


una produzione

Teatro del Fiasco

Scheda Artistica

Scheda Artistica


con:

 Monica Martinelli

regia:

 Alessia Donadio

testo:

 Monica Martinelli

in collaborazione con:

 Alessia Donadio e Luana Doni

assistente alla regia:

 Luana Doni

luci:

 Valentina Albanese

cura tecnica:

 Andrea Abbellonio

idea costume:

 Elisabetta Oberto

produzione:

 Teatro del Fiasco


durata:

 60 min.


Sinossi

Sinossi


Carla e i suoi pensieri pronunciati ad alta voce; Carla e le compagne di Rivolta Femminile; Carla e Pietro; Carla e la sua personale rivoluzione copernicana sul rapporto uomo-donna, sostenuta in un confronto diretto, occhi negli occhi, con il pubblico contemporaneo.

Quattro interlocutori per ricomporre la matassa di un pensiero complesso, in una tensione costante verso l'autenticità.

Ne emerge un ritratto di donna plurale e contraddittorio: fragile e combattente, appassionata e lucida, caparbia ma capace di profonda ironia. Una presenza viva che interroga il presente e ne sollecita la presa di posizione.

"Adesso sono. Carla Lonzi può essere un altro nome" è un viaggio alla scoperta di una figura femminile fuori dal comune, che ha posto al centro della propria esistenza le relazioni, riconoscendo in esse il fondamento stesso del senso della vita.

Trailer

Noi siamo l'imprevisto del mondo


 Carla Lonzi è stata una figura fondamentale per il femminismo italiano negli anni che vanno dal 1970, anno della fondazione del gruppo Rivolta femminile, a ben oltre il 1982, anno della sua morte. Con lucidità, radicalità e anche un senso dell'avventura di cui era profondamente consapevole - consapevole di aprire una nuova via per le donne, insieme ad altre donne - ha scosso le fondamenta di quel sistema culturale millenario che oggi chiamiamo apertamente patriarcato, ribaltando i termini con i quali "il problema femminile" veniva affrontato dalle stesse femministe in quegli anni. Se "la donna non va definita in rapporto all'uomo" allora non è per l'uguaglianza con l'uomo che le donne devono lottare, ma per il riconoscimento della loro peculiare differenza. È grazie al riconoscimento di quella differenza che le donne possono "uscire allo scoperto", esprimersi e riconoscersi attraverso le altre.

Carla Lonzi ha parlato a ognuna di noi toccando corde diverse e stimolando un confronto su temi che a distanza di cinquant'anni generano ancora dibattito, a conferma del fatto che ancora molto si deve fare per raggiungere quell'ideale di convivenza fra uomini e donne, improntato al rispetto delle differenze anziché sulla sopraffazione dell'altro. Il mondo in cui avrebbe voluto vivere.

Un aspetto della vita di Carla Lonzi emerge con particolare evidenza: la forza, la coerenza e la determinazione nel perseguire un percorso di ricerca di sé, fino alle estreme conseguenze. Una scelta radicale, che comporta la rinuncia al riconoscimento della cultura ufficiale maschile pur di restare fedele alla propria autenticità. Un gesto di rottura verso un'esistenza da comparsa passiva, all'interno di una società che non contempla la donna come soggetto della storia. Ma la notizia è questa, dice Lonzi: "noi siamo il soggetto imprevisto del mondo".

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